Itinerario strutturale

L'uomo in 5 dimensioni
Una sessione teorica di tre giorni
Lucia dedicherà queste giornate alla lettura della struttura corporea, attraverso i segni delle esperienze, delle sofferenze, delle difese. Tentando di preservarci, finiamo con lo stratificare nei tessuti tensioni tali da generare delle corazze. Questa autoprotezione è forte: armature posturali, corazze caratteriali o zone d’ombra che, per volume o dimensioni, appaiono in disarmonia.

Contenuti

Il sistema neuro-tendino-muscolare
Atteggiamenti difensivi ed indurimento caratteriale
La tensione: limite al dolore e al piacere
I segmenti nel corpo visti come “Stanze”
La corazza: fisica e sensoriale

Vantaggi

Perché per individuare i limiti strutturali di un corpo non si può prescindere dallo studio teorico e pratico dei singoli segmenti. Questo percorso è di straordinaria importanza per comprendere tutte le dinamiche antalgiche che condizionano la leggerezza della nostra andatura e delle nostre forme.
Rapporti segmentari 1
Una Sessione teorico pratica di tre giorni
Impariamo ad osservare cominciando ad immaginare che i segni dei tessuti siano il frutto di trazioni e tensioni che hanno l’epicentro nel sistema connettivale. Nella ricerca del proprio equilibrio involontario, il soggetto è come manovrato da una serie di fili distanti, ma coordinati fra loro da un processo di autoregolazione. All’osservatore ciò si evidenzia come cambiamento delle proporzioni. Guidati dalle strutture corporee, troveremo trazioni e tensioni, generate da interferenze riflesse emotive, organiche, tendinee e sensoriali.

Iniziamo a porre solide basi teoriche e pratiche per tutto il percorso strutturale che inizia qui, sviluppandosi fino alle tecniche di intervento dirette di Riflessologia Vertebrale. Attraverso l’elasticità dei segmenti corporei, capiremo fin dove spingerci con le parole e con la manualità.

Contenuti

Nozioni di anatomia e fisiologia
Sistema Propriocettivo
Consapevolezza del movimento articolare per il benessere delle zone periferiche
Rivitalizzare i tessuti attraverso la mobilità
Le tecniche sui segmenti
Definizione ed individuazione delle “stanze” sul corpo
Confronto, valutazione e scelta del trattamento
Rapporti segmentari 2
Una Sessione teorico-pratica di tre giorni
Impariamo ad osservare cominciando ad immaginare che i segni dei tessuti siano il frutto di trazioni e tensioni che hanno l’epicentro nel sistema connettivale. Nella ricerca del proprio equilibrio involontario, il soggetto è come manovrato da una serie di fili distanti, ma coordinati fra loro da un processo di autoregolazione. All’osservatore ciò si evidenzia come cambiamento delle proporzioni. Guidati dalle strutture corporee, troveremo trazioni e tensioni, generate da interferenze riflesse emotive, organiche, tendinee e sensoriali.

Iniziamo a porre solide basi teoriche e pratiche per tutto il percorso strutturale che inizia qui, sviluppandosi fino alle tecniche di intervento dirette di Riflessologia Vertebrale. Attraverso l’elasticità dei segmenti corporei, capiremo fin dove spingerci con le parole e con la manualità.

Contenuti

Nozioni di anatomia e fisiologia
Sistema Propriocettivo
Consapevolezza del movimento articolare per il benessere delle zone periferiche
Rivitalizzare i tessuti attraverso la mobilità
Le tecniche sui segmenti
Definizione ed individuazione delle “stanze” sul corpo
Confronto, valutazione e scelta del trattamento

Riflessologia vertebrale 1
Una Sessione teorico-pratica di tre giorni
La colonna vertebrale ha un suo linguaggio strutturale che si manifesta attraverso inclinazioni, adattamenti, compensazioni, rigidità, storture.
Queste espressioni fisiche sono strategie ben organizzate finalizzate alla gestione di una sofferenza emotiva che ha visto il soggetto trasformare un suo comportamento spontaneo in azioni atte a soddisfare le esigenze e le richieste di un ambiente esterno, con l’inevitabile conseguenza di un allontanamento dal proprio sentire.
L’adattamento strutturale della colonna vertebrale è la rappresentazione di una forza ingabbiata, di un coraggio momentaneamente assopito sempre in attesa di essere risvegliato.
Ogni segmento vertebrale ci racconta la storia di un adattamento avvenuto ne tempo, di un bisogno dimenticato e di una forzatura comportamentale.
Il “fare” è il verbo che meglio rappresenta il linguaggio della colonna vertebrale, sia nella sua dinamica che nel suo contenuto, e in ogni anfratto, vertebra o disco si nasconde l’offesa che limita la trasformazione in ciò che la nostra indole suggerisce essere giusto per noi.
La manualità segue la via del nervo, lavorando sui plessi nervosi e aree distrettuali riflesse della colonna.
Promuovendo uno stimolo nervoso in un’area specifica, che chiameremo segmento, daremo la possibilità al corpo e quindi alla mente di trovare uno spazio nuovo e attivare altre vie d’espressione.
L’elasticizzazione muscolare e vertebrale risveglierà quelle connessioni nervose da troppo tempo addormentate.

Contenuti
-1 Colonna vertebrale: l’asse di appartenenza.
-5 Tratti: Cervicale-dorsale-lombare-sacrale-coccigeo: i 5 snodi della crescita dell’io
-9 Segmenti vertebrali: la via che conduce al “fare”.
-Aree riflesse corporee connesse con i 9 segmenti vertebrali
-La colonna vertebrale nel piede e sulla tibia.

Perché frequentare questo corso:

Riflessologia Vertebrale è mirata al riunire l’”essere” con il suo movimento originale trascritto nell’involucro e nel nucleo di ciò che per l’umano rappresenta la sua verticalizzazione e ascesa alla propria anima.
Due sezioni didattiche da tre giorni ciascuna:
6 giorni per uscire dalle false credenze e trasformare il senso di impotenza in movimento e spirito rivoluzionario.

Riflessologia vertebrale 2
Una Sessione teorico-pratica di tre giorni
La colonna vertebrale ha un suo linguaggio strutturale che si manifesta attraverso inclinazioni, adattamenti, compensazioni, rigidità, storture.
Queste espressioni fisiche sono strategie ben organizzate finalizzate alla gestione di una sofferenza emotiva che ha visto il soggetto trasformare un suo comportamento spontaneo in azioni atte a soddisfare le esigenze e le richieste di un ambiente esterno, con l’inevitabile conseguenza di un allontanamento dal proprio sentire.
L’adattamento strutturale della colonna vertebrale è la rappresentazione di una forza ingabbiata, di un coraggio momentaneamente assopito sempre in attesa di essere risvegliato.
Ogni segmento vertebrale ci racconta la storia di un adattamento avvenuto ne tempo, di un bisogno dimenticato e di una forzatura comportamentale.
Il “fare” è il verbo che meglio rappresenta il linguaggio della colonna vertebrale, sia nella sua dinamica che nel suo contenuto, e in ogni anfratto, vertebra o disco si nasconde l’offesa che limita la trasformazione in ciò che la nostra indole suggerisce essere giusto per noi.
La manualità segue la via del nervo, lavorando sui plessi nervosi e aree distrettuali riflesse della colonna.
Promuovendo uno stimolo nervoso in un’area specifica, che chiameremo segmento, daremo la possibilità al corpo e quindi alla mente di trovare uno spazio nuovo e attivare altre vie d’espressione.
L’elasticizzazione muscolare e vertebrale risveglierà quelle connessioni nervose da troppo tempo addormentate.

Contenuti
-1 Colonna vertebrale: l’asse di appartenenza.
-5 Tratti: Cervicale-dorsale-lombare-sacrale-coccigeo: i 5 snodi della crescita dell’io
-9 Segmenti vertebrali: la via che conduce al “fare”.
-Aree riflesse corporee connesse con i 9 segmenti vertebrali
-La colonna vertebrale nel piede e sulla tibia.

Perché frequentare questo corso:

Riflessologia Vertebrale è mirata al riunire l’”essere” con il suo movimento originale trascritto nell’involucro e nel nucleo di ciò che per l’umano rappresenta la sua verticalizzazione e ascesa alla propria anima.
Due sezioni didattiche da tre giorni ciascuna:
6 giorni per uscire dalle false credenze e trasformare il senso di impotenza in movimento e spirito rivoluzionario.